confronto testa a testaGSIKE vs LiTimevs PylontechCAN/RS4855120Wh
GSIKE FixWall 51,2V 100Ah vs LiTime, Pylontech, Redodo: confronto diretto tra batterie 48V-5kWh nel 2026
Questo confronto diretto mette a paragone GSIKE Fixwall 51,2 V 100 Ah, LiTime e Pylontech a 48 V: capacità, potenza nominale di 2560 W, comunicazione, cicli, peso e prezzo.
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Confronto diretto: GSIKE FixWall 51,2 V 100 Ah è un accumulo domestico LiFePO4 da parete sottile, della classe 48 V: 16S1P, 100 Ah, 5120 Wh = 5,12 kWh, 50 A nominali = 2560 W continui, 100 A max = 5120 W di picco, tensione di esercizio da 43,2 a 58,4 V, tensione di fine carica 58,4 V, 6000 cicli all'80% DoD, IP54, 44 kg, 640 × 428 × 160 mm, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo per 81,92 kWh. È una batteria, non un inverter, e si collega a un inverter ibrido da 48 V separato. Questo confronto affianca GSIKE ai principali concorrenti della classe 48 V-5 kWh.
Il confronto diretto è utile perché tutti i candidati utilizzano lo stesso formato energetico: classe 48 V, 5 kWh, LiFePO4. Le differenze riguardano il fattore di forma, la comunicazione (CAN, RS485, Bluetooth, wifi), il prezzo e il monitoraggio integrato.
Pylontech è noto per comunicare con quasi tutti gli inverter ibridi senza configurazioni complesse. L'US5000 è sul mercato da molto tempo, viene installato da innumerevoli installatori e, a 718,56 euro, è ancora più economico del GSIKE. Il compromesso: 4,8 kWh invece di 5,12 e montaggio su rack anziché a parete.
Per lo stesso rack da 5,12 kWh, LiTime chiede 1.199,99 euro, cioè 350 euro in più rispetto a GSIKE. Il prezzo di Redodo è più o meno in linea, ma offre un'app Bluetooth. GSIKE si distingue per il montaggio a parete, il display LCD rotondo e un prezzo d'ingresso più basso.
ECO-WORTHY e Renogy si rivolgono a nicchie specifiche: il Cubix100 è un rack 3U con Bluetooth e Wi-Fi, mentre il Renogy 48V 50Ah offre il riscaldamento automatico per gli ambienti freddi. Nessuno dei due è un sostituto diretto per il montaggio a parete, ma mostrano a cosa GSIKE rinuncia consapevolmente: al monitoraggio tramite app e a un tappetino riscaldante.
Dati chiave per i calcoli successivi
| Carico | Esempio | Autonomia (5120 Wh) |
|---|---|---|
| 500 W | carico di base notturno | 10,2 t |
| 1000 W | carico medio | 5,12 t |
| 2000 W | carico di base elevato | 2,56 t |
| 2560 W | nominale continuo (50 A) | 2,0 t |
| 3000 W | temporaneo | 1,7 t |
| 5120 W | picco massimo (100 A) | 1,0 t |
| unità | tensione | energia | ruolo |
|---|---|---|---|
| 2 | 51,2 V | 10,24 kWh | notte |
| 4 | 51,2 V | 20,48 kWh | diversi giorni |
| 8 | 51,2 V | 40,96 kWh | alimentazione di emergenza parziale |
| 16 | 51,2 V | 81,92 kWh | massimo |
GSIKE a confronto con Pylontech US5000
Con un prezzo di 718,56 euro, Pylontech costa circa 130 euro in meno, ma offre solo 4,8 kWh ed è un modello rack. GSIKE offre 5,12 kWh, staffe per il montaggio a parete e un display LCD rotondo. Tuttavia, per una compatibilità CAN collaudata, molti scelgono Pylontech.
GSIKE a confronto con LiTime 48V 100Ah
LiTime chiede 1.199,99 euro per lo stesso rack da 5,12 kWh, cioè 350 euro in più. Entrambi usano LiFePO4 16S con 6000 cicli; inoltre, GSIKE include il montaggio a parete e la spedizione gratuita.
GSIKE a confronto con Redodo 48V 100Ah
Il prezzo di Redodo è più o meno in linea (circa 856 euro), ma offre un'app Bluetooth. GSIKE si distingue per il montaggio a parete e un prezzo promozionale più basso.
GSIKE a confronto con ECO-WORTHY e Renogy
Il Cubix100, in formato rack 3U con Wi-Fi, è più costoso; il Renogy 48V 50Ah offre il riscaldamento automatico, ma solo 2,56 kWh. Nessuno dei due è un sostituto diretto per il montaggio a parete: sono prodotti di nicchia.
Per cosa è dimensionato questo accumulo
Che si tratti di autoconsumo, alimentazione di emergenza, casa vacanze o installazione mobile: l'accumulo da 5,12 kWh a parete sostituisce diversi pesanti blocchi al piombo con una sola unità senza manutenzione. Rispetto a 150 kg di batterie al piombo della stessa capacità, i suoi 44 kg consentono finalmente il montaggio a parete.
Un inverter ibrido con commutazione per l'alimentazione di emergenza attiva automaticamente la batteria in caso di interruzione; i modelli più vecchi devono essere avviati manualmente. Prima dell'acquisto, verifica che il dispositivo supporti nativamente il profilo LiFePO4 da 51,2 V con tensione di carica finale di 58,4 V.
Il grado di protezione IP54 significa che è protetto dalla polvere e dagli spruzzi, ma non è impermeabile. Un garage o una cantina asciutti non creano problemi; un bagno o un luogo all'aperto senza protezione e senza tetto, invece, sì.
Per la sezione del cavo vale questa regola: più lungo è il cavo tra la batteria e l'inverter, più deve essere spesso per mantenere la caduta di tensione al di sotto dell'1%. Con 50 A su 5 metri bastano 25 millimetri quadrati; oltre questa distanza, la sezione deve aumentare.
Tra batteria e inverter è obbligatorio installare un interruttore generale o un fusibile per la batteria. Protegge dai cortocircuiti nel cavo e consente di eseguire la manutenzione in sicurezza.
Il display LCD rotondo mostra tensione, corrente di carica e capacità. Per visualizzare continuamente i dati sul telefono serve l’inverter, se trasmette il flusso RS485 o CAN alla rete; l’apparecchio non ha un’app propria.
Chi usa una pompa di calore o una resistenza elettrica per il riscaldamento ha bisogno di molta più capacità di accumulo rispetto a una famiglia che consuma solo per l’illuminazione e il frigorifero. Questi carichi assorbono diversi kilowatt e spesso sono il motivo per cui un accumulo da 5 kWh non basta.
In estate l’accumulo si ricarica spesso rapidamente, perché c’è più energia solare; l’inverno è la vera prova. Un dimensionamento che basta in inverno basta ancora di più in estate, quando sfrutti appieno i cicli.
Il costo per kilowattora di accumulo è di circa 166 euro per GSIKE, circa 150 euro per Pylontech (ma con capacità inferiore) e meno di 100 euro per i prodotti generici senza marchio, privi di assistenza. Un confronto aiuta a valutare il pacchetto.
Per quanto riguarda gli incentivi, a seconda della regione e della data, gli accumuli solari domestici possono beneficiare di contributi diversi. È possibile ottenere uno sconto da 300 a 500 euro per un accumulo da 5 kWh; chiedi al gestore della rete prima di acquistare.
Un contatore di energia o l’inverter ibrido registra i consumi. Chi li misura per un mese sa con precisione quanti kWh gli servono la sera, quando non c’è il sole, e dimensiona l’accumulo invece di tirare a indovinare.
Le batterie LiFePO4 sono più sicure di quelle al piombo: niente acido, niente gas esplosivi, nessuna perdita. Tuttavia, il pacco batteria è appeso alla parete e va protetto dagli urti e dal contatto diretto con l’acqua, come previsto dalla classe IP54.
Approfondimento sul dimensionamento, la tensione del bus e la durata
La domanda sulla capacità di accumulo corretta si può risolvere anche in base alla potenza dell’impianto fotovoltaico. Un impianto da 5 kWp produce circa 25 kWh in una bella giornata estiva, ma spesso solo da 3 a 5 kWh in una brutta giornata invernale. Un accumulo da 5 kWh assorbe bene l’energia in eccesso di una bella giornata, ma sfrutta troppo una scarsa produzione solare in inverno. In sintesi: 5 kWh sono adatti a un impianto da 3 a 5 kWp; per tetti da 10 kWp è meglio prevedere da 10 a 20 kWh.
Molte famiglie sottovalutano i consumi notturni. Nell’arco di 24 ore, un frigorifero consuma da 0,5 a 1 kWh; un router e l’illuminazione a LED aggiungono altri 0,5 kWh, mentre il sistema di controllo della pompa di calore e quello della ricarica ne aggiungono altri 0,5 kWh. In totale sono da 2 a 3 kWh a notte, prima ancora di alimentare deliberatamente qualsiasi apparecchio con la batteria.
La differenza tra autoconsumo e alimentazione di emergenza viene spesso fraintesa. L’autoconsumo significa usare quotidianamente l’accumulo come buffer tra la produzione solare e il carico domestico. L’alimentazione di emergenza significa che, in caso di blackout, il sistema alimenta tutta la casa o una sua parte. Per l’alimentazione di emergenza serve un inverter ibrido con relè di commutazione, non solo un caricabatterie.
La tensione di bus a 48 V si è affermata negli impianti di accumulo domestici perché, alle potenze rilevanti da 2 a 5 kW, mantiene la corrente su valori accettabili. Con una configurazione a 24 V, a 5 kW la corrente supererebbe già i 200 A, richiedendo cavi più spessi e fusibili più costosi. I 48 V sono quindi un compromesso tra sicurezza, prestazioni e costi di cablaggio.
Un’obiezione frequente è che le LiFePO4 costino più delle batterie al piombo. In realtà, il costo per kilowattora durante la vita utile è inferiore: le batterie al piombo durano 500-1000 cicli, quelle LiFePO4 6000. Nell’arco di dieci anni, il costo per kWh utilizzato è molto più basso per una batteria al litio, anche se il prezzo d’acquisto è più alto.
Chi sostituisce una vecchia batteria al piombo spesso nota un netto aumento della capacità utilizzabile. Le batterie al piombo possono essere scaricate solo fino al 50 % per evitare un rapido invecchiamento; le LiFePO4 sopportano l’80 %. Una batteria LiFePO4 da 5 kWh sostituisce quindi, in linea di massima, una batteria al piombo da 10 kWh, con la metà del peso e senza acido.
La configurazione dell’inverter ibrido è il fattore più importante per il corretto funzionamento. Se per errore è selezionato un profilo da 24 V o per batterie al piombo, l’apparecchio si carica in modo incompleto o a una tensione troppo alta, danneggiando il BMS. Prima del primo utilizzo bisogna quindi verificare che sia selezionato il profilo LiFePO4 corretto da 51,2 V, con tensione di fine carica di 58,4 V.
Considerando la durata, la corrente di carica è una leva importante. Chi carica e scarica costantemente a 100 A si avvicina al limite delle specifiche e accelera l’invecchiamento della batteria. L’uso normale a 30-50 A, cioè alla corrente nominale, mantiene le celle in condizioni ottimali ed è previsto per 10 anni di utilizzo.
Il montaggio a parete offre un vantaggio in termini di sicurezza spesso sottovalutato: l’unità è appesa in alto, fuori dalla portata di bambini e animali domestici, e non poggia sul pavimento, dove potrebbe bagnarsi in caso di allagamento. La distanza di 5 cm garantisce la convezione tra l’apparecchio e la parete.
Per chi è in affitto, l’accumulo a parete è una soluzione interessante perché, in caso di trasloco, può essere smontato e portato con sé senza modificare permanentemente l’edificio. Le installazioni a pavimento o in cantina sono più difficili da ripristinare e spesso restano nell’immobile quando viene venduto.
Rispetto a una soluzione connessa alla rete e senza accumulo, l’autoconsumo consente di risparmiare soprattutto sulle costose tariffe di mezzogiorno e notturne. In Europa il prezzo di rivendita è sceso a 6-10 centesimi, mentre il prezzo dell’elettricità domestica è di 30-40 centesimi. Questo margine rende conveniente l’accumulo.
Una configurazione standard per la maggior parte degli impianti da 3 a 5 kWp consiste in una batteria da 5 kWh e un inverter ibrido da 5 kW. Chi in seguito passa a 10 kWh deve solo collegare in parallelo un altro GSIKE, senza modificare il profilo dell’inverter: bisogna impostare solo gli indirizzi dei dispositivi in parallelo.
Approfondimento tecnico: profondità di scarica, prestazioni, temperatura, collegamento in parallelo
Profondità di scarica e durata: 6000 cicli valgono con l’80 % di DoD e a 25 gradi. Se utilizzata entro un intervallo ridotto (dal 40 al 90 %), la batteria dura sensibilmente più a lungo; scaricarla ogni giorno fino al 10 % la porta verso il limite inferiore. Meglio prevedere un’unità in più che scaricarla completamente ogni notte.
Rendimento e ciclo completo: la cella raggiunge da sola il 95-98%; considerando BMS, inverter e cablaggio, il rendimento complessivo scende all’88-92%. Con 5 kWh al giorno, la sera si ottengono circa 4,5 kWh dalla presa. Tieni conto di questa perdita nel dimensionamento.
Temperatura e derating: l’accumulo è specificato per temperature da -10 a 50 gradi, ma la durata ottimale si ottiene tra 15 e 25 gradi. Il calore persistente sopra i 40 gradi invecchia le celle, mentre il gelo ne riduce la capacità; senza riscaldamento, la carica sotto 0 gradi non è consentita.
Collegamento in parallelo e BMS: più moduli comunicano tramite la porta RS485 condivisa, ciascuno controllando la propria corrente di carica. È importante che i modelli siano identici, che il livello di carica sia simile e che l’indirizzo DIP sia impostato correttamente; la capacità complessiva è limitata dal modulo più debole.
Messa in funzione e manutenzione: dopo il montaggio, accendere il BMS, avviare l’inverter e controllare il display LCD. La manutenzione consiste nell’ispezione visiva annuale dei morsetti e delle fessure di ventilazione; non ci sono acidi né equalizzazione, come nelle batterie al piombo.
Garanzia e consegna: tre anni di garanzia, con una vita utile di progetto di circa dieci anni. La confezione contiene staffe da parete, bulloni, cavo di alimentazione, cavo di comunicazione e manuale. Spedizione gratuita, con 1-3 giorni di preparazione, 2-7 giorni di transito e 30 giorni per il reso.
Riepilogo
Chi ha letto le sezioni precedenti conosce le tre leve: capacità utilizzabile invece di quella nominale, potenza continua invece del picco e una configurazione corretta a 51,2 V sull’inverter. Con questi tre criteri, è possibile valutare qualsiasi offerta - che sia GSIKE, Pylontech, LiTime o una marca sconosciuta - in pochi minuti.
GSIKE FixWall si propone volutamente come un kit entry-level da 5 kWh da parete: rinuncia consapevolmente a un’app e al riscaldamento per mantenere il prezzo sotto i 900 euro, e si distingue per due anni di assistenza tramite il rivenditore, spedizione gratuita e 30 giorni per il reso.
Nel lungo periodo, l’impianto si ripaga non soltanto grazie all’accumulo, ma anche grazie alla differenza tra autoconsumo e immissione in rete. Con l’elettricità domestica a 30-40 centesimi e la rivendita a 6-10 centesimi, il margine è abbastanza ampio perché un accumulo da 5 kWh si ripaghi in meno di dieci anni.
Indipendentemente dal modello acquistato, vale una regola: il miglior investimento è una pianificazione realistica. Un accumulo un po’ più grande, usato con moderazione, dura più a lungo di uno piccolo, scaricato al limite ogni giorno. È la lezione più importante che emerge da tutte le tabelle e i confronti.
Chi ha un dubbio tra una e due unità preferisce iniziare con una e ampliarla in seguito: il bus a 51,2 V consente di aggiungere unità in parallelo senza modificare la configurazione; aggiungerne un’altra è questione di fissaggio, collegamento in cascata e impostazione dell’indirizzo. Così eviti di sovradimensionare l’impianto all’inizio.
Infine, alcune indicazioni pratiche per l’installazione: lascia che sia l’elettricista a occuparsi del collegamento alla rete, ma il supporto a parete e il cablaggio CC sono facili da gestire in due persone. Un montaggio pulito e in piano e un profilo da 58,4 V impostato correttamente determinano, in ultima analisi, se l’accumulo raggiungerà i 6000 cicli promessi.
Scegliere GSIKE significa soprattutto optare per un pacchetto da parete da 5 kWh collaudato e senza manutenzione, a un prezzo competitivo, senza funzioni superflue per app o riscaldamento che non usi e che farebbero solo aumentare il prezzo. Chi desidera queste funzioni sceglie consapevolmente una concorrente più costosa.
In altre parole: per il mercato danese, questo è il modo più diretto per trasformare una cantina vuota o una parete inutilizzata in un sistema energetico autonomo, a condizione che i 44 kg siano fissati saldamente e che l’inverter utilizzi il profilo corretto.
Un’ultima osservazione pratica: molte delle domande che gli acquirenti si pongono prima dell’acquisto riguardano in fondo gli stessi tre valori - 51,2 V, 5,12 kWh e 58,4 V. Una volta compresi questi tre valori, il resto delle specifiche diventa chiaro e il confronto con i modelli concorrenti risulta semplice anziché complicato.
Per questo consigliamo di annotarli e di tenerli accanto a qualsiasi descrizione del prodotto: la tensione definisce inverter e caricabatterie, la capacità determina la durata dell’autonomia e la tensione di fine carica stabilisce se l’impianto esistente è effettivamente compatibile. Seguendo questo criterio si evitano la maggior parte degli errori d’acquisto costosi in questo ambito.
Infine, va considerato l’aspetto pratico dell’acquisto: spedizione gratuita, reso entro 30 giorni e garanzia di tre anni rendono il pacchetto meno rischioso rispetto a un marchio del tutto anonimo senza assistenza. Insieme alle recensioni autentiche degli acquirenti, ci sono tutti i presupposti per una decisione serena. Chi legge in ordine i quattro articoli della redazione - classifica, confronto, dimensionamento e installazione - ottiene infine una panoramica completa e può scegliere senza andare a tentativi e senza correre inutili rischi di acquisto sbagliato.
Verdetto finale: Pylontech resta il riferimento per la compatibilità, GSIKE è la scelta migliore per una batteria da parete da 5 kWh a meno di 900 euro. Conclusione: GSIKE FixWall 51,2 V 100 Ah = 5,12 kWh a parete per 849,99 euro, 6000 cicli, RS485/CAN, fino a 16 unità in parallelo.
Domande frequenti
Guide correlate - redazione di GSIKE 48V-5kWh
Verdetto finale
Questo confronto diretto mette a paragone GSIKE Fixwall 51,2 V 100 Ah, LiTime e Pylontech a 48 V: capacità, potenza nominale di 2560 W, comunicazione, cicli, peso e prezzo.
Domande frequenti
Perché GSIKE non è peggiore nonostante il prezzo inferiore?
Entrambe usano celle LiFePO4 16S con 6000 cicli; GSIKE risparmia su app, riscaldamento e involucro rack, non sulle celle. Gli standard delle celle sono più o meno identici per tutti gli operatori del mercato. Sul piano del prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, anziché 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all’80 % di DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. La spedizione è gratuita e il reso è possibile entro 30 giorni; il prezzo definitivo del giorno dell’ordine è quello indicato al checkout del rivenditore.
Quale concorrente ha il collegamento CAN più collaudato?
Pylontech, perché la US5000 è in uso da anni nelle installazioni ed è citata per nome in quasi tutti i documenti degli inverter. Sul piano del prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, anziché 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all’80 % di DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. La spedizione è gratuita e il reso è possibile entro 30 giorni; il prezzo definitivo del giorno dell’ordine è quello indicato al checkout del rivenditore.
Posso abbinare in seguito una GSIKE a una Pylontech?
No. Usa ogni marca come un proprio gruppo in parallelo; mescolarle nella stessa stringa interferisce con la comunicazione BMS. Sul piano del prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, anziché 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all’80 % di DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. La spedizione è gratuita e il reso è possibile entro 30 giorni; il prezzo definitivo del giorno dell’ordine è quello indicato al checkout del rivenditore.
Quale concorrente offre un’app per smartphone?
Redodo ed ECO-WORTHY sono dotate rispettivamente di app Bluetooth e Wi-Fi; GSIKE offre volutamente solo un display LCD rotondo, e quindi un prezzo inferiore. Sul piano del prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, anziché 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all’80 % di DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. La spedizione è gratuita e il reso è possibile entro 30 giorni; il prezzo definitivo del giorno dell’ordine è quello indicato al checkout del rivenditore.
Quale modello ha il riscaldamento automatico integrato?
Renogy 48V 50Ah; GSIKE non ha il riscaldamento e non deve essere caricata sotto 0 gradi. Per i locali freddi è necessario un tappetino riscaldante esterno. Sul piano del prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, anziché 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all’80 % di DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. La spedizione è gratuita e il reso è possibile entro 30 giorni; il prezzo definitivo del giorno dell’ordine è quello indicato al checkout del rivenditore.
Perché LiTime chiede 350 euro in più a parità di capacità?
LiTime si posiziona grazie al marchio, all’assistenza e all’ecosistema; dal punto di vista tecnico, entrambi i rack da 5.12 kWh e 16S sono più o meno equivalenti. Sul piano del prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, anziché 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all’80 % di DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. La spedizione è gratuita e il reso è possibile entro 30 giorni; il prezzo definitivo del giorno dell’ordine è quello indicato al checkout del rivenditore.
Quale sistema di accumulo viene riconosciuto direttamente da un inverter ibrido in funzione?
Quasi tutti i dispositivi riconoscono nativamente il profilo Pylontech; con GSIKE scegli il profilo generico LiFePO4 da 51,2 V con tensione di fine carica di 58,4 V. In termini di prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, invece di 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all'80 % DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. Spedizione gratuita, reso entro 30 giorni; il prezzo finale del giorno dell'ordine è indicato al checkout del rivenditore.
Quale concorrente è il più economico in termini di euro per kWh?
Pylontech è il più economico per kWh, ma offre 4,8 invece di 5.12 kWh; un progetto generico su Alibaba costa ancora meno, ma non offre assistenza del marchio. In termini di prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, invece di 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all'80 % DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. Spedizione gratuita, reso entro 30 giorni; il prezzo finale del giorno dell'ordine è indicato al checkout del rivenditore.
Quale delle candidate è davvero montata a parete?
Solo GSIKE è progettata come autentico modello da parete con staffe in acciaio; Pylontech, LiTime e Cubix100 sono modelli da rack o da pavimento. In termini di prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, invece di 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all'80 % DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. Spedizione gratuita, reso entro 30 giorni; il prezzo finale del giorno dell'ordine è indicato al checkout del rivenditore.
Quale sistema di accumulo scegli per passare a 10 kWh?
Due unità GSIKE in parallelo, perché si collegano in cascata tramite RS485 e restano collegate a 51,2 V; un sistema di accumulo rack aggiunto in un secondo momento deve funzionare separatamente. In termini di prezzo, GSIKE FixWall costa 849.99 euro, invece di 1.250: 5.12 kWh, 16S1P, 6000 cicli all'80 % DoD, 50 A nominali e 100 A massimi, IP54, 44 kg, RS232, RS485 e CAN, fino a 16 unità in parallelo. Spedizione gratuita, reso entro 30 giorni; il prezzo finale del giorno dell'ordine è indicato al checkout del rivenditore.
Fonti e dati
- Chimica LiFePO4 — https://wikipedia.org
- Panoramica BMS — https://wikipedia.org
- Batteria domestica / contatore di rete — https://wikipedia.org
- Banco batterie in parallelo — https://wikipedia.org
- Interfaccia CAN-BUS — https://wikipedia.org
- Inverter ibrido da 48 V — https://wikipedia.org
Guide e confronti
Vai direttamente al modello: batteria da parete GSIKE 51,2 V 100 Ah 5,12 kWh.
Confronta 5120 Wh, potenza nominale di 2560 W, RS485/CAN, 6000 cicli e collegamento in parallelo fino a 81,92 kWh prima di scegliere una batteria domestica da 48 V.
